La Boscaiola


La Boscaiola è la storia di un uomo, delle sue figlie e della loro, comune, sentita passione per il vino.

Ci troviamo a Cologne Bresciano, nel cuore della Franciacorta, dove nel 1960, il medico Nelson Cenci, ex ufficiale alpino, reduce dalla ritirata di Russia e scrittore, acquista una cascina del 1600, la ristruttura finemente e attorno ad essa inizia a recuperare le viti, a piantarne di nuove, radici nella profondità del suolo, a restaurare e ingrandire la cantina per fare i suoi vini con passione e dedizione; e qui, da più di trent’anni si producono vini di anima, nell’attenzione accordata alle piccole cose, alla campagna, alla vendemmia e al lento affinamento delle bottiglie.


“… il vino è la poesia della terra” -
Mario Soldati


NELSON CENCI

Gli Alpini, loro lo conoscono bene. Sanno chi è Nelson Cenci. Cosa ha fatto. In guerra e in pace. Lo incontravano alle adunate. Lo vedevano in tv, ospite di “Porta a porta”. Lo ascoltavano alle riunioni. Lo sentivano raccontare, con quella voce calda, pacata, affettuosa, velata di nostalgia, i momenti di una lunga vita. La sua. Ricca di sensazioni, di ricordi, di sofferenza, di amicizia. E lo leggono. Già, perché Nelson Cenci, lo ricordiamo co-protagonista nel primo famoso libro di Mario Rigoni Stern, “Il sergente sulla neve” , che tanti giovani ha attratto verso le penne nere, scrive. Libri, racconti, poesie. Il 21 febbraio ha raggiunto il traguardo dei 92 anni.

Per Natale, era pronto il suo ultimo impegno letterario: "...Accanto al camino..." Non è un romanzo. Non è un trattato di storia. Ma un riepilogo,cordiale, nostalgico, accorato, ricco di considerazioni, di momenti, di sensazioni, sulla sua vita. Un passaggio della stecca da un Vecio ai giovani. Alpini, e non. Capitoli stringati e poetici. La storia di una esistenza che affonda le sue radici laggiù, da quel 1919 che lo vide nascere a Rimini. L’infanzia trascorsa nella quiete dei boschi di una località sperduta dell’appennino tosco-romagnolo, a contatto con la natura. Dalla neve invernale ai giochi di estati indimenticabili. E poi, il trasferimento, tutto solo, dodici anni, nella grande città. A Milano, cui dedicherà uno struggente affresco. Come era bella, vista con gli occhi incantati della gioventù. E come è diventata oggi, rovinata dai tempi moderni.

I ludi giovanili, balilla, poi avanguardista, l’Università, le gare di canottaggio, la vittoria nell’otto del GUF Milano ai Littoriali del 1940, all’Idroscalo. La naja alpina, il Montenegro con la Julia, la Russia con la Tridentina, la terribile ritirata. Il ritratto dell’amico, Mario Rigoni Stern. L’affresco di don Carlo Gnocchi, conosciuto in Montenegro e poi in Russia, rivisto nella chiesetta sul monte Orfano, sopra Cologne Bresciano. Il Paese dove si ritirò a vivere, dopo il tempo della maturità. La sua carriera di medico, a combattere il dolore, ad aiutare chi soffre. La lettera inviata ai due bisnipoti, Mattia e Alice, figli di Francesco, anche lui alpino, nipoti di Giuliana, la primogenita. E tante belle poesie. Due in vernacolo milanese, dedicate alla città della sua vita lavorativa.

Di grande significato morale il capitolo “Ritorno sul Don”, e l’incontro con Vassili eroe della Patria. Nelson conclude così: “L’uomo può uccidere per difendersi e noi allora l’abbiamo fatto per metterci in salvo e poter tornare alle nostre case.” E chiude: “In quel momento ho fortemente sperato di non avere allora, durante quella immane tragedia, tolto la vita ad alcuno”. Da meditare!
Un libro colmo di tenerezza, di amore verso la vita, la natura, l’amicizia. Anche verso il suo cane, Gherd, pastore tedesco, al quale dedica “Il nostro più caro amico”.
Commovente e dolcissimo. Una testimonianza preziosa di un tempo che fu, quando Patria veniva pronunciata con rispetto. Quando il Dovere era impegno sacro di una gioventù, lui racconta, fiera di essere e sentirsi italiana.
Un accostamento amaro ai tempi attuali. Perciò un libro prezioso, da leggere in poltrona, vicino al camino.

“…Accanto al camino” di Nelson Cenci, ed. Antonio Ferrario, pag. 178.
Testo di Carlo Gobbi – Marzo 2011


NOSTRA CANTINA

Sono quasi sei gli ettari di proprietà, tre le uve coltivate: lo Chardonnay in diversi cloni, il Pinot Bianco e il Pinot Nero. Ogni anno vengono prodotte circa 60.000 bottiglie di vino.

I Franciacorta della gamma: il Satèn, il Brut e il Brut Millesimato, sono alte interpretazioni di raffinato lavoro artigiano. Profondissimi nell’espressione varietale, lunghi e freschi negli aromi, vivaci e lucenti nella veste giallo-opalina, vogliono svelarsi lentamente per concedersi con eleganza, carattere e personalità.

Completano la produzione Curtefranca Bianco, Curtefranca Rosso e la riserva Ritorno IGT Rosso Sebino.


LA FRANCIACORTA

Le dolci colline della Franciacorta si stendono a sud del Lago di Iseo, in provincia di Brescia. All’estremo confine meridionale è situato il Monte Orfano, il più antico ed interessante affioramento della pianura Padana, di origine morenica.

Dal punto di vista geologico il Monte Orfano è composto dal cosiddetto “conglomerato” di natura litorale. Al monte è stata attribuita un’età da 26 a 5 milioni di anni.

È sul versante sud del Monte Orfano, sul ripido pendio, in pieno sole ed al riparo dei venti del nord che si trovano i nostri vigneti.

La brezza serale che ogni giorno dell’anno scende dal suo culmine boscoso favorisce una crescita delle uve regolare e biologicamente perfetta.

Tutto ciò contribuisce alla bellezza dei grappoli e al loro stupendo e particolare aroma.


CONTATTI
Vigneti Cenci, Cascina La Boscaiola
Franciacorta, Brescia
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VIGNETI CENCI